Come ricercatrice in biomeccanica all'Università di Bologna, avevo trascorso oltre 15 anni tra modelli cinematici e test di laboratorio. Ma la scienza ha smesso di essere pura teoria il giorno in cui Sofia Rossi, una straordinaria trainer di movimento funzionale e pilates a cui sono profondamente legata, è crollata emotivamente nel mio studio.
Sofia aveva solo 42 anni. Insegnava alle persone a muoversi con grazia ed energia. Eppure, ogni singola mattina, per lei alzarsi dal letto era una tortura silenziosa. I suoi ginocchia erano come cemento secco: scricchiolii sordi, bruciore pulsante ad ogni passo e un'angosciante immobilità che richiedeva 40 minuti di massaggi e impacchi caldi prima di riuscire a scendere le scale.
I medici tradizionali le avevano prescritto cicli infiniti di FANS e infiltrazioni temporanee. Ma come biologa sapevo bene la verità: quelle molecole stavano spegnendo i sensori del dolore mentre la cartilagine continuava a logorarsi nell'assoluta assenza di liquido sinoviale. Dovevo intervenire con una matrice bio-mimetica ad alta capacità idrofila.